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ROMA – INTERNAZIONALI DI TENNIS –

PROGRAMMA GITE CRASM 2016

Visita Mostra Marc Chagall e Teatro Grande

15 -23 e 24 GENNAIO 2016

Visite guidate alla Mostra di Chagall... Ma chi è Marc Chagall?
È di origini ebraiche, nato nell’Impero russo (nell’attuale Bielorussia) e in seguito naturalizzato francese. Nelle opere di Chagall convivono con forza le tematiche legate a queste tre diverse “patrie”, insieme all’amore sconfinato per la moglie Bella e quello malinconico per la sua infanzia. Le atmosfere oniriche, i mondi surreali e la tenerezza dei personaggi che popolano le sue opere hanno reso l’arte di Chagall un ponte tra la pittura e la poesia.

Ecco l’artista in 10 sintetici (s)punti.

1.  Marc Chagall (all’anagrafe Moishe Segal) è il più importante pittore che la Bielorussia abbia mai avuto.
2. Chagall nasce il 7 luglio 1887 a Vitebsk. Quel giorno il suo villaggio viene incendiato dai cosacchi. Negli anni della giovinezza è inoltre costretto a subire le politiche discriminatorie dello zar nei confronti degli ebrei russi.
 3. Chagall partecipa attivamente alla Rivoluzione Russa, tanto che il ministro sovietico della Cultura lo nomina Commissario dell’arte nelle regione di Vitebsk. La sua carriera politica non dura a lungo.
 4. Durante la Seconda Guerra Mondiale è costretto a lasciare la Francia con la moglie Bella, per fuggire ai rastrellamenti nazisti. È il maggio del 1941.
 5. Nel 1944, l’amata moglie Bella, ritratta nelle sue opere più famose, muore a 49 anni per un’infezione virale. Per mesi Chagall smette di dipingere.

 6. Nonostante i periodi difficili (le guerre, le persecuzioni e la morte della moglie), le sue opere, grazie ai colori brillanti ed energici, sono capaci di trasmettere ottimismo e felicità.

 7. Nei dipinti di Chagall riecheggiano le radici russe ed ebraiche, filtrate da una sorta di ingenuità infantile che rende il suo linguaggio visivo genuino e di impatto immediato.
 8. Chagall è stato considerato vicino a molte avanguardie (Cubismo, Fauvismo, Surrealismo) ma non ha mai aderito a nessuna di esse fino in fondo.
 9. “Autoritratto con sette dita” (1913), “Il violinista” (1912) e “La Passeggiata” (1917-1918) sono alcune delle opere principali di Chagall.
 10. Le opere di Chagall non si limitano ai quadri. È stato autore di bellissime vetrate (per la sinagoga dell’ospedale Hadassah Ein Kerem in Israele, per la sinagoga dello Hassadah Medical Center, presso Gerusalemme, e per la cattedrale di Metz) , murales (Metropolitan Opera House di New York). Ha curato le scenografie per “L’uccello di fuoco” di Stavinskij. Suo è inoltre il soffitto dell’Opéra di Parigi e il grande mosaico “Four Seasons” a Chicago.
E SCOPRIAMO IL TEATRO GRANDE
Una visione notturna del Teatro Grande - Brescia - Itinerari Brescia

Il Teatro Grande  si trova in corso Zanardelli, nel luogo che ospitava il primo teatro pubblico, risalente al 1664. È stato costruito in oltre tre secoli di adattamenti, tra la prima metà del XVIII secolo e la metà del XIX secolo. La denominazione deriva da quella precedente, “il Grande”, riferita a Napoleone Bonaparte. Il teatro pubblico seicentesco fu edificato nell’area concessa da Venezia all’Accademia degli Erranti, accademia fondata nel 1621, che riuniva i maggiori esponenti della nobiltà bresciana. Il palazzo accademico consisteva nella grande sala superiore, a cui si accedeva tramite una grande scalinata, e nei portici al pian terreno adibiti a maneggio, e fra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 a teatro (su progetto dell’architetto Manfredi); sul portone d’entrata venne affisso il motto degli Accademici Erranti.Della costruzione seicentesca rimane la facciata con i tre finestroni; nel 1735 si aggiunsero due ingressi minori al portone e nel 1780 fu realizzato un nuovo portico ad opera degli architetti Vigliani e Turbini. Salendo le scale, tre portali del ‘700 conducono alla Sala delle Statue, terminata nel 1863, con le statue in gesso e in tela di Giuseppe Luzziardi e i busti di Girolamo Rovetta, Giuseppe Verdi e Arturo Benedetti Michelangeli (quest’ultimo aggiunto nel 2002). Da questa sala si accede al Ridotto, terminato nel 1769 dall’architetto Antonio Marchetti in stile rococò, con funzione di sala accademica Dal Ridotto si può accedere sia alla sede della Reggenza accademica, oggi caffetteria, sia alla zona che introduce alle scale dei palchi e alla platea. La sala originaria, che presentava una pianta ad u con cinque file di palchi, fu ricostruita nel 1810 con una conformazione a ferro di cavallo, ornamenti neo-barocchi e affreschi sulla volta ad opera del Campini; solo il palco reale conserva gli ornamenti originari, con l’Allegoria della Notte del pittore Vantini sulla sovrapporta.

Scopri le curiosità del Teatro Grande